Trichinellosi umana in Italia: una revisione epidemiologica dal 1989

La trichinellosi è una zooantroponosi mondiale causata da un nematode del genere Trichinella che può rappresentare un rischio per la salute umana. Tra le specie di Trichinella, T. spiralis è la più comunemente rappresentata. La principale fonte di infezione umana è il consumo di carne cruda o poco cotta (specialmente di maiale, cinghiale e cavallo. L'infezione da Trichinella è stata una delle più frequenti malattie parassitarie in Italia fino al 1959, quando è stato introdotto lo screening obbligatorio per questi parassiti nei maiali macellati. Poiché l'ultima rassegna su questo argomento è stata eseguita nel 1989, lo scopo di questo studio è stato quello di illustrare l'epidemiologia della trichinellosi in Italia dal 1989 al 2017.

E' stata svolta una ricerca sistematica su Pubmed (MEDLINE). Abbiamo incluso studi pubblicati nella letteratura "peer reviewed" le parole chiave "Trichinellosi" e "Italia". Le uniche restrizioni erano rappresentate dalla lingua (gli articoli dovevano essere in inglese, italiano, spagnolo o francese) e dalla data di pubblicazione: dal 1989 al marzo 2017. Sono stati esclusi tutti gli articoli che si riferivano alla trichinellosi negli animali o che si focalizzavano solo sulla biologia molecolare della trichinella o sulle tecniche diagnostiche.

Sono stati identificati 56 studi, ma solo 8 sono stati considerati ammissibili. Durante il periodo di studio, 764 casi di trichinellosi si sono verificati in Italia: il 13,7% causati da T. Britovi e l'84,4% da T. spiralis; in 14 casi l'identificazione del parassita non è stata eseguita. I focolai si sono verificati in Umbria, Piemonte, Puglia (500 casi nel 1990, da T. spiralis), Basilicata, Toscana, Abruzzo, Emilia Romagna, Sardegna. Nel 2001 e nel 2008 si sono verificati due focolai rispettivamente nel Lazio e nel Veneto, ma importati dall'estero. Le più importanti fonti di infezioni erano: carne di cavallo (82,2%); carne di cinghiale (11,9%); carne suina (5,9%).

La trichinellosi è ancora presente in Italia, ma spesso dimenticata dai medici generalisti e dagli specialisti in malattie infettive. È fondamentale migliorare la consapevolezza di questa malattia parassitaria in medici e veterinari. Una rigorosa sorveglianza, specialmente sui prodotti a base di carne provenienti da paesi endemici o da animali selvatici, è necessaria per ridurre considerevolmente il rischio di contrarre l'infezione.

Troiano G., Nante N. Department of Molecular and Developmental Medicine, University of Siena, Italy.